Canterano, conosciuto localmente come “Morritana”, è un piccolo paese di circa 398 abitanti che sorge su una collina ai piedi del Monte Rufo, a 602 metri s.l.m. e a circa 60 km da Roma. Il paese domina una conca attraversata dall’Aniene, offrendo panorami che spaziano dalla gola con i monasteri di San Benedetto e Santa Scolastica, fino alle valli e colline che sfumano verso Subiaco e ai monti prenestini.
La storia dell’area è antichissima. I ritrovamenti, come le sette asce in bronzo rinvenute in una grotta nei pressi del paese, testimoniano una presenza umana risalente a tempi preistorici. Secondo la tradizione, i Pelasgi, arrivati dal Peloponneso nel XIII secolo a.C., costruirono le mura difensive (dette anche ciclopiche) per fronteggiare gli attacchi dei Siculi. In seguito, il territorio fu abitato dagli Equi, un’antica popolazione italica sconfitta da Cincinnato nel 458 a.C. L’eredità romana è confermata da epigrafi rinvenute in loco.
Nel Medioevo, Canterano compare nei documenti come parte dei possedimenti difensivi legati all’Abbazia di Subiaco. L’abbazia, che nel XI–XII secolo raggiunse il suo massimo splendore e controllava un vasto territorio, vide alternarsi abati, anche commendatari come Rodrigo Borgia, e conflitti di giurisdizione con il Vescovo di Tivoli, fino al ritorno definitivo del controllo sublacense nel XVII secolo e poi alla gestione della Congregazione del Buon Governo.
In ambito religioso, il paese è ricordato anche per il Beato Amato, primo priore del cenobio di Santa Maria di Morabotte, la cui vita austera e penitenziale rispecchia le difficoltà e la povertà che caratterizzavano l’epoca. Dopo il 1870, Canterano è divenuto un comune italiano, integrandosi pienamente nella vita della Nazione.