Vi immaginate un paesino popoloso quanto un palazzo di Roma che a un certo punto della sua storia arriva ad ospitare ben cinquantacinque studi d’artista? Negli anni ’30 la densità di pittori e scultori presenti ad Anticoli probabilmente non era seconda neanche a Parigi! Il motivo di una frequentazione così intensa è piuttosto semplice: se cercavi un interessante paesaggio naturale da riprodurre avevi l’imbarazzo della scelta. Se volevi ritrarre un romantico borgo rurale non ne parliamo. Ma se a tutto questo volevi aggiungere la possibilità di ritrarre delle bellissime modelle, non avevi scelta: dovevi raggiungere Anticoli Corrado.
Così fecero numerosi artisti provenienti da mezzo mondo, suggellando una simbiosi unica fra l’arte e la vita rurale di un piccolo borgo. Sia chiaro: quando parliamo degli artisti che passarono per Anticoli non intendiamo il pittore della domenica che faceva la gita fuori porta. Parliamo di Corot, Picasso, Duchamp, Kokoshka, Pirandello, Martini e di decine di altri artisti meno noti, ma non per questo meno significativi. Un esercito di pittori e scultori che in molti casi vollero sdebitarsi con quel paese che li aveva accolti, donando le opere che dal 1935 andarono a formare la collezione del Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea.
Il Museo, oggi ospitato nello storico Palazzo Brancaccio, possiede un consistente patrimonio di quadri e sculture. Molte di queste opere compongono la collezione normalmente aperta alla fruizione del pubblico, mentre altre vengono esposte in occasioni delle mostre a tema ciclicamente organizzate dal Museo. In entrambi i casi è davvero sorprendente percorrere le sale di questo luogo denso di storie e d’arte, emblema di un paese immaginario che dopo aver accolto, promosso e preso attivamente parte ad una speciale produzione artistica, oggi ne è prezioso ambasciatore.